giovedì 14 gennaio 2016

... E PER RIUSCIRE A STARLE DIETRO MI MUOVO COME UN ARMADILLO GOFFO SOTTO ANFETAMINE.


Rieccomi tra voi internauti per condividere con voi due cose che amo: il viaggio e il mio dolce preferito.
Il viaggio è parte di me, sentirmi in movimento non solo con la mente ma anche con il corpo per me è vita, linfa, nutrimento. A proposito di nutrimento non so quale sia il vostro dolce preferito ma il mio è quello più semplice e banale di tutti: la crostata.

Ed ecco che vi presento una delle mie due crostate preferite, quella di farro. La ricetta la trovate nel mio libro Happy Vegan Kitchen.


Ma prima lasciatemi dire due parole sul carico di amore e positività che mi sono portata a casa al ritorno di questo breve viaggio, perché finalmente sono andata a trovare Annalisa Malerba e la sua famiglia.
Vi consiglio di salvare il suo blog https://passatotralemani.wordpress.com tra i preferiti, vi segnalo anche la rubrica nella quale recensisce libri (Il giovedì del libro di cucina) dove tra gli altri ha parlato anche di Happy Vegan Kitchen.

Inizialmente per qualche anno Annalisa è stato un contatto virtuale con il quale interagivo poco, seguivo il suo blog ma per me lei era una figura lontana quasi non fosse terrena e verso di lei provavo una sorta di timore reverenziale (e qua lei riderà perché non glielo avevo ancora detto). L’immagine che avevo di lei era tanto mitologica quanto buffa: circondata da piante dell’orto, Annalisa me l’immaginavo spadellare in una cucina sempre in fermento leggendo pile di libri mentre si occupava anche dei suoi bimbi.

Scesa dal treno ho trovato ad aspettarmi tanto calore con l’abbraccio di Annalisa e la figlia Ipazia che mi porgeva un fiore. Cioè . . . io sono un animo sensibile e queste cose mi commuovono nel profondo. Sono stata accolta in casa come se fossi una sorella e una zia. Provavo una sensazione particolare, il loro affetto e la loro generosità mi facevano sentire parte della famiglia quando in realtà era solo la prima volta che ci vedevamo tutti assieme, non considerando il veloce incontro dietro le quinte del MiVeg 2015.
Comunque avevo azzeccato, Annalisa è proprio come l'avevo dipinta nella mia immaginazione, con la differenza che fa altre mille cose in più, io al confronto in questo mondo mi sento uno scricciolo, uno scricciolo che ogni tanto si fa trascinare dal vento come quei vecchi cespugli del far west, ma il calore di quella casa non mi ha fatto provare neanche un briciolo di quel “timore reverenziale” del quale vi accennavo prima.

Ho provato gioia infinita vedere i due bimbi, Silvano e Ipazia, divorare la mia crostata al farro. Giuro che la prossima volta ne porterò due!!! Non poteva che essere una crostata ricoperta di foglie quella portata ad Annalisa!
Ma vogliamo parlare della quantità di vasetti pieni di mille assaggi diversi, erbe selvatiche delle quali non mi ricorderò mai il nome presenti qua e là, era come stare in paradiso. Erbe selvatiche sì, perché Annalisa è anche autrice di un bellissimo e curiosissimo libri di cucina dal titolo “Erbe spontanee in tavola”, il primo manuale vegan per raccogliere, cucinare e conservare le erbe selvatiche.


Mi viene da sorridere, anzi sghignazzare, pensando alla passeggiata che abbiamo fatto assieme nella pianura veneta nella quale si trova casa sua. Mi piace camminare, camminerei per ore e giorni interi, anche senza una meta precisa, il senso dell’orientamento ce l’ho, delle bricioline in tasca da lasciare lungo la strada per ritrovare la strada del ritorno pure. Vi dicevo, usciamo di casa e inizio a notare che non riuscivo a stare al suo passo, penso “Non capisco che succede? Stiamo scappando da un pericolo? Stiamo seminando un serial killer? Siamo in ritardo per andare a prendere i bambini? Stiamo portando un antidoto ad una persona punta da un serpente velenoso? Stiamo facendo footing?!?! Cribbio che succede???” Immaginatemi infagottata come l’omina Michelin, per sopravvivere al freddo dell’inverno, e per riuscire a starle dietro mi muovo come un armadillo goffo sotto anfetamine. Complice il mio tallone reduce da un mese di dolori per un salto poco agile che feci ho dovuto gettare la spugna:
“Annalisa scusa ma . . . possiamo rallentare . . . leggermente . . . ?” (il tutto detto sempre trotterellando hop hop hop)
“Ah sì scusa, questo è il passo che ho a lavoro”
Accidenti!!!!!! : ))))))))))

Insomma dicevamo: erbe. Mentre camminavamo chiacchierando lei avvistava erbe ovunque vicino a noi, ciò che per me sarebbe stato del “verde indistinto” delle “robe verdi spuntare dal terreno” per lei invece aveva un nome ben preciso, con un sapore conosciuto.
E Annalisa, è stato bellissimo mangiare il crescione per strada <3

Che dire, sono tornata a casa con tanti ricordi, lo zaino pieno di vasetti e il cuore che sorrideva.
Cesca*QB


                                                 
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Farlo è semplice, basta inviare un’email all’indirizzo INFO@VEGANITALY.IT proponendo Happy Vegan Kitchen come miglior libro, è sufficiente scrivere questo ma se vi volete dilungare fate vobis.




Happy Vegan Kitchen lo potete trovate o ordinare in tutte le librerie, vi aspetto tra gli scaffali.
Se avete bisogno di informazioni scrivetemi a: cescaqb@bricioledicescaqb.com

10 commenti:

  1. :') :')
    poi torno a parlare, eh...
    <3 <3

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  2. Che bel racconto e che bella descrizione della "mitica" Annalisa!

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  3. Bellissimo articolo, Cesca :) anche per me Annalisa è un mito e di lei ho quel suo bellissimo libro. Ancora mi manca il tuo, ma appena posso, farò mio anche quello! Sei mitica anche tu!!!
    Baci.

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  4. Ci provo, con la scusa che le dolci creature devono andare a scuola e non posso attardarmi..
    @Letissia: vedrai che spettacolo!
    @Daria, Cesca (e Letissia che ancora non c'è passata, per sua fortuna): io continuo a considerare mitici i miei amici che sopportano
    - i kg di polvere,
    - l'assetto da perenne cantiere e da bug's & spider's home (il più familiare 'home' rende giustizia della filosofia),
    - i mille motivi per cui qui non mi sento a casa, ma in un punto indefinito e impersonale dell'universo
    - i temper tantrum delle Dolci Creature -per chi non avesse figli, è un modo delicato di indicare lo sclero :p
    - la mia cucina perennemente e inderogabilmente selvatica
    Tanta gratitudine a voi, perché le relazioni intime sono una magica simultaneità, che non può essere costruita né voluta, ma che arriva. E non sempre siamo - o meglio, io sono - in grado di accettarne la forza creatrice e trascinante.
    Grazie a te perché, nonostante le differenze delle esperienze quotidiane, hai scelto di avvicinarti a me senza pregiudizi e senza sovrastrutture. Grazie a te perché hai la delicatezza di un germoglio e la forza corrosiva e vitale di una radice, oltre alla bellezza del bocciolo e all'allegria del fiore sbocciato.
    I bimbi chiedono cosa sia l'armadillo ahah, ci hai dato un'occasione per spalancare curiosità, che proposta da me sola non sarebbe stata accolta.
    Ultima specifica...Ipa vorrebbe che raccontassi la storia del fiore. COme ti dicevo, è stato un gradito e commovente dono di LAV Bassano. Ipa, reduce dalla varicella, si è svegliata quando sono rientrata e ha subito adottato la pianta. Nei giorni successivi ha mal sopportato il mio diradare i fiori appassiti, ed è sempre stata poco convinta che serve per stimolare il ciclamino a produrre nuovi fiori, cioè nuova progenie. La sera del tuo arrivo ha detto 'vediamo se raccogliendo un fiore per Francesca la pianta decide di fare altri ' e l'ha staccato lei...

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  5. Bug e spider erano al plurale, ovviamente -.-

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